martedì 10 ottobre 2017

venerdì 29 settembre 2017

NOUS SOMMES SAINT MICHEL


Potrebbe risultare un po’ altisonante, dopo decenni di riferimenti ai vari Samvise Gamgee, Grisù o Atreju, passando per il Piccolo Principe, riscoprire il sacro e andare a riconoscersi niente di meno che nell’arcangelo guerriero. Del resto ogni identità è figlia del suo tempo. Tutto sta nel saper interpretare i tempi.

TEMPI
Già questa è una presa di coscienza importante: abbandonare la visione aoristica della storia in cui troppo spesso piace perderci, operando quello sforzo logico che fissi la scelta giusta al momento giusto, per raggiungere la massa critica. Capire questo è fondamentale, necessario ma anche qui non sufficiente. Dopo essersi ricordati come si legge, bisogna cominciare a scrivere.
Ci sta stretti essere banali attori di questa messa in scena; vogliamo essere protagonisti e ci fa anche schifo il copione. Solo ribaltando le carte sappiamo stare a nostro agio nel macrocosmo che ci circonda. L’unica maniera spontanea e disinteressata in cui sappiamo vivere è quella di dominare i fenomeni, essere guida. Non ci basta una semplice etichetta. 
IDENTITA'
“MI CHA EL – chi come Dio?” testimone della via eroica, mito e aspirazione.
In breve dall’Apocalisse di S. Giovanni: tra i primi Prìncipi del Cielo, mentre il demonio ormai insidia il Regno dei Cieli, guida il popolo di Dio nella decisiva battaglia finale, volgendo le sorti della guerra [Ap 12, 7-12]. Precipiterà Satana e gli altri angeli traditori sulla terra, anticipando la definitiva discesa in campo degli eserciti guidati dal Re dei Re, che sbaraglieranno la bestia, insieme al falso profeta (l’anticristo) e i suoi segnati, perché siano relegati nell’abisso per mille anni e quindi di nuovo farli divorare dal fuoco disceso dal cielo nei secoli dei secoli [Ap 20, 7-10]. Solo allora potranno celebrarsi le nozze tra l’Agnello e la Gerusalemme purificata, là dove Dio potrà dimorare finalmente tra gli uomini [Ap 21, 3-9]. 
Non male… potrebbe essere un modello.
Risparmiamoci le possibili analisi escatologiche o altri paroloni. L’arcangelo Michele è così: non lo sceglie, pone al servizio della verità la sua spada, ha questa missione. Nemmeno noi abbiamo scelto la nostra. È pura ontologia, l’alternativa infame che ci si pone davanti è di non essere più noi. 
VOCAZIONE
Orgogliosi di quello che siamo, miriamo ad essere lo strumento di qualcosa di più grande. Vogliamo essere un ponte. È la comune aspirazione fondamentale che ci unisce, consacrandoci come comunità. L’armonia del nostro essere comunità ci permette di ambire quelle altezze che nessun individuo da solo potrebbe lontanamente immaginare. Senza questa abnegazione solidale, che è insieme un atto di fede, trionferebbe la disgregazione delle tenebre.
Le Apocalissi infatti non narrano la storia, bensì l’avvenire. Stiamo scrivendo il nostro, che sarà fulgido e di vittoria. È la rivoluzione che viviamo ogni giorno con rabbia e con amore. Teleologia verticale, continua tensione spirituale verso un punto, un ordine sacro: la politica come vocazione regale, come arte della sovranità. 
Ci doniamo all’idea in cui crediamo e per cui lottiamo. Noi stessi incarniamo essenzialmente l’idea.
Il domani appartiene a noi.

domenica 24 settembre 2017

L'Identità Sacra, libro per notti insonni.

da Spazio Helios | spaziohelios.it

L'Identità Sacra, libro per notti insonni


Diciamocelo subito, L'Identità Sacra va inserito di prepotenza nella categoria "libro per notti insonni", e dovrebbe quantomeno avere sul retro la scritta "nuoce gravemente al tuo buonumore".

E' uno di quei testi che riporta prepotentemente coi piedi per terra "le anime belle", fa "rodere il fegato" e ti tiene sveglio; non sai se mozzicarlo, strapparlo o tenerlo in una teca. Se ti viene voglia di leggere, quando ti giri e vedi il libro di Scianca ti sale un'ansia che ultimamente avevo provato solo con testi crudi e diretti come "Il campo dei santi", o al limite come in quelle ore pre derby di qualche anno fa; gli impulsi che manda sono diversi, una volta ti euforizza, una volta sconforta, ma ti prende sempre a calci nelle palle.
Ogni capitolo è uno schiaffo in faccia, e fa male.
Un lavoro enorme, che parte dai mali di oggi, quelli più evidenti, l'Isis e la "sostituzione di popolo"; è curioso, il primo sembra a tutti evidente, il secondo invece è ancora un complotto, eppure, al netto dei risvolti religiosi, è quest'ultimo che ha generato il primo.
Si inizia quindi con una visuale "dall'alto" per avvicinarsi sempre di più al particolare, all'Europa, alla Grecia, alla romanità quindi all'etnocentrismo e alla comunità; per dirla alla Scianca al "Nesso di civiltà". Si indietreggia cronologicamente per capire i problemi di oggi, ma non si giunge semplicemente a "quello che è successo duemila anni fa", piuttosto si torna all'Origine, quindi all'essenza. Non dell'uomo come stancante concetto universale, ma dell'europeo, del greco e del romano.
Il rapporto che nei secoli i popoli hanno intessuto con i propri confini parte da una concezione sacrale di questi, dagli Dei che li difendono, da quel "pomerium" senza il quale non c'era "urbs". Il confine come protezione da quel "ciò che noi non siamo" che è in realtà a protezione di ogni popolo, di ogni civiltà e di ogni cultura.
Il lungo percorso che arriva ad universalizzare, massificare, sostituire, "sciogliere" è snervante nella sua descrizione perchè è sminuzzato con una meticolosità impressionante, andando a cercare e stanare negli anfratti più angusti delle analisi tirate fuori con una lucidità assolutamente atipica:
"..Le donne ritroverebbero, a contatto con il fenomeno migratorio, la propria identità di genere negata, sia in forma "diurna" (il "prendersi cura" degli immigrati) , sia in forma "notturna" (l'immigrato come uomo forte, virile, dominatore). La femminilità che il pensiero unico toglie loro in nome della lotta al sessismo viene ritrovata in nome della lotta al razzismo. Non potendo essere femmine nella vita normale, pena il cadere in una visione "stereotipata" dei ruoli, esse possono ridiventarlo tramite il meccanismo dell'accoglienza.."
Il libro in realtà è un continuo "coniglio tirato fuori dal cilindro", come in queste poche righe. Andare oltre la politica politicante di oggi, oltre la sinistra che cavalca lo sfruttamento e la destra dei rigurgiti e dei mal di pancia che poi passano, vuol dire fare esattamente tutto questo, ri-volgersi all'Origine, farsi accompagnare dall'autore a ri-conoscere chi eravamo, e quindi chi abbiamo bisogno di ri-essere oggi più che mai. E' esattamente una seduta di "ipnosi regressiva". Il testo non è affatto uno di quelli "per iniziati", è adatto a tutti, si pone in maniera discorsiva e quasi amichevole anche se esige, certamente, pazienza e buona volontà che verranno assolutamente ripagate.
"Ricorda chi sei tu" è la chiusura del viaggio, l'ultimissimo capitolo che ti risveglia dall'ipnosi e ti riconsegna al grigiore odierno, quello da combattere ora con rinnovato entusiasmo.
L'Identità Sacra rifà il filo alla tua spada.

giovedì 14 settembre 2017

SOLSTITIUM

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
“Voi che siete eterni, voi che avete creato ogni cosa,

la luce e il buio, il cielo e la terra, la Luna e il Sole,
voi che avete reso l’universo colmo
della vostra magnificenza e del vostro splendore,
voi signori del tempo e dello spazio,
dello spirito e della materia,
vi scongiuriamo di darci virtù e forza, amore e volontà,
affinché possiamo sempre operare il bene.
Vi invochiamo per i vostri sacri nomi,
affinché vogliate illuminarci e guidarci nella nostra vita,
fino a ricongiungerci con voi in eterno.
E così sia” 
CON OGNI SOLE RINNOVARSI

martedì 13 maggio 2014

Roma Orma Amor

azionetradizionale.com
Il mito del Natale di Roma con le sue particolari vicende offre alcuni spunti di riflessione.
La Tradizione Romana è innanzitutto la manifestazione particolare della Tradizione Primordiale, non è archeologia o letteratura, non è l’oggetto di studi accademici da parte di storici delle religioni, ma è una realtà Eterna e Universale.
Attraverso Roma ci si può collegare alla Tradizione, si può farla vivere e renderla attuale in ogni luogo e in ogni tempo. Perché oltre ad una Roma che è “morta”, fatta di rovine e di arte nei musei, esiste una Roma che è vita, esempio e insegnamento perenne. Questa Roma mantiene intatta tutta la sua forza rivoluzionaria, ovvero la possibilità per l’uomo di ritornare alle origini e di rifondare il collegamento con la realtà sacra.
Romolo e Remo, al pari delle coppie di gemelli divini presenti in tutta la mitologia delle civiltà indoeuropee, sono nati dall’unione del dio Marte con la vestale Rea Silvia, per significare che nella persona è presente una natura divina e immortale  e una natura umana e mortale. Entrambi sono i due volti di una stessa realtà: da una parte, Romolo, l’eroe che supera la prova e che restaura l’Ordine sacro, dall’altra, Remo, il titano che la stessa prova fallisce per mancanza di qualificazione.
I due gemelli rappresentano la lotta tra Spirito e materia, tra Universale e individuale, tra Ordine e disordine, tra luce e tenebra, tra legge e trasgressione, tra disciplina e devianza. È il confronto tra la Tradizione, espressione della Verità e della Giustizia, di contro alla Sovversione, espressione della menzogna e della sopraffazione.
La vicenda di Romolo e Remo è la vicenda dell’uomo stesso. Romolo è l’elemento spirituale che ha fondato dentro di sé l’Ordine divino, colui che ha dato una regola e segnato un limite. Remo, al contrario, rappresenta la parte umana, o se si vuole anima-le dell’uomo, la sua sostanza vitale fatta di passioni, istinti,  paure, desideri, sentimenti, incapace a darsi una disciplina.
La sua ribellione è lo slancio vitale proprio dell’elemento umano, l’atto sacrilego che non conosce regola; per questo, una volta oltrepassato il limite, Romolo inflessibile lo punisce con la morte. Romolo – il Sé – elemento spirituale, è gerarchicamente superiore a Remo – l’io – l’elemento umano, quindi è legittimato ad agire – fondare Roma – e a punire i colpevoli, per ristabilire l’Ordine – l’Imperium.
Nella lotta quotidiana del Sé e dell’io, con l’uccisione della parte egocentrica, arbitraria e soggettiva, al di là di tempo e di spazio, noi fondiamo Roma nella nostra esistenza.


Roma Orma Amor, Roma impronta di Amore: seguendo l’esempio di Roma si realizza l’Amore, il Sacro. Questa è la missione di Roma, mettere ordine dove regna il caos. Questa è la nostra sfida e la nostra scelta: rettificarci, fare della nostra vita una’azione sacra – un sacrum facere – fondare in noi l’Universalità di Roma, mettendo a  tacere la parte ribelle, caotica e bestiale. Solo sconfiggendo il nostro “ego” saremo in grado di attualizzare nel momento presente la forza rivoluzionaria di Roma, solo elevandoci ad una visione spirituale e sacra sapremo far rivivere nel tempo presente Roma, solo incanalando la tensione nell’azione sacra saremo in grado di porre a fondamento il mistero sacro dell’universalità di Roma.

mercoledì 7 agosto 2013

sabato 20 luglio 2013

Fuoco "amico" contro Orban

Nuovo comunicato di un cittadino ungherese (Kovacs Andras) al popolo italiano del 16 luglio 2013
In Ungheria i socialisti e liberali tornano all'attacco.
L’Europa dove va?A noi ungheresi non piace l’Unione Europea di adesso, noi siamo sopravvissuti alla dittatura nazista e comunista ed oggi una grande forza prova ad interferire con la nostra nazione! Oggi purtroppo le persone ungheresi si sentono ancora sotto una dittatura perché ci sembra che a Bruxelles decidano tutto,si sente la pressione socialista e liberale che a ogni costo vuole spazzare via dalla strada il governo Orbán.
Penso che chi ha fondato l’Unione Europea (Konrad Adenauer) oggi si stia rigirando nella tomba.
Il tre luglio a Strasburgo c’é stato un giorno di lite sul tema Ungherese.
Un politico portoghese di sinistra Rui Tavares ha redatto un documento fasullo riguardante l’Ungheria.
Per il gruppo della sinistra e dei liberali questo giorno é stato il giorno delle menzogne riguardanti l’Ungheria.
Un ministro ungherese, successivamente, con parole chiare e decise ha risposto alle accuse.
Il documento di Tavares aveva lo scopo di mettere in cattiva luce il governo ungherese. Il parlamentare rappresentante della minoranza etnica rom in Ungheria Farkas Flórián ha screditato tutto quello che era stato scritto riguardo ai rom , incontrando di persona l’autore (Tavares) di tutte quelle menzogne scritte dicendogli che era tutta una falsitá perché in Ungheria non esiste la discriminazione razziale.
Nel parlamento ungherese lavorano tre rappresentanti parlamentari rom e lavora un rappresentante parlamentare europeo rom ungherese. Quí in Ungheria il prossimo aprile ci saranno le elezioni parlamentari .Sono iniziate le campagne elettorali politiche della sinistra e questo non sarebbe un problema se si svolgessero regolarmente e in modo corretto.La sinistra ungherese non ha paura di di comportarsi in maniera non pulita ed é capace di fare azioni non corrette in preparazione delle elezioni politiche.Prima delle elezioni del 2010 il ministro socialista dei servizi segreti Szilvásy György ha ordinato ad un collega dalla posizione molto elevata di incontrarsi piú volte con la peggior mafia ungherese e cosí é stato.
Il compito della mafia era quello di creare false situazioni sempre per sfavorire Orbán Viktor e i politici di destra, favorendo i socialisti e i liberali. Adesso questi personaggi sono finiti in tribunale. L’ex capo del governo ungherese socialista Gyurcsány Ferenc ad un’incontro chiuso solo per i socialisti ha riferito a chi era presente che loro hanno mentito a tanta gente,hanno imbrogliato i propri simpatizzanti ma hanno imbrogliato anche a Bruxelles perché Gyurcsány ha mandato dei documenti falsi dove riportavano dei dati che non erano reali con l’andamento dello stato attuale di allora e tutto questo é stato fatto solo per poter vincere le elezioni. Nel 2006 quando sono emersi questi fatti la popolazione ungherese si é rivoltata nelle strade manifestando pacificamente per intervenire affinché Gyürcsány si dimettese ma lui ha comandato alla polizia di intervenire brutalmente contro i manifestanti usando mezzi come pallottole di gomma,manganelli. Tante persone giovani, anziane ed anche straniere sono finite all’ospedale gravemete ferite,esistono video e foto dell’accaduto.L’ ex capo del governo Gyurcsány un anno prima che scadesse il suo incarico si é dimesso spontaneamente proprio perché la pressione di tutto quello che era stato scorrettamente fatto era cosí forte che non ci sono state altre alternative per lui se non quella di dimettersi.Purtroppo in questo anno „vuoto” é subentrato un personaggio simile a Gyurcsány che si chiama Bajnai Gordon.Loro due hanno preso dall’IMF (Fondo Monetario Internazionale) e dall’Unione Europea piú miliardi di prestito, quando sapevano perfettamente che avrebbero perso le elezioni politiche e purtroppo il contratto del prestito prendeva „in maniera curiosa” che la quota maggiore di restituzione sarebbe stata corrisposta tra il 2010 e il 2014.
Adesso la banca nazionale Matolcsy György ha scritto una lettera alla direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde spiegando che l’Ungheria prima del tempo vuole pagare il ritorno di questo prestito che nel 2008 il governo socialista e liberale aveva preso ed ha sperperato.
Matolcsy György ha anche chiesto alla direttrice Christine Lagarde che vorrebbe che l’ufficio del fondo monetario di Budapest chiuda.
"L’Ungheria sta in piedi con le proprie gambe e non chiede piú prestiti al Fondo monetario internazionale perché questo prestito crea solo danni alla popolazione e di questo ci sono esempi concreti." Questo debito da restituire ora grava sulle spalle di Orbán. Gordon aveva grandi imprese tra cui una dove venivano lavorate grandi quantitá di oche da macello acquistate da privati.Nel tempo é émerso che Gordon non ha pagato queste persone che gli portavano da vendere oche da macello creando cosí gravi danni finanziari a questi imprenditori fino a che qualche persona si é spinta al suicidio soffocata dai debiti e dal fallimento provocato dai mancati pagamenti da parte di Gordon per il bestiame acquistato.
Questi grossi danni provocati da Gordon oggi vengono pagati da Orbán come quando Orbán all’inizio del suo incarico ha dovuto pagare ai vigili del fuoco tutti le ore di straordinario quando ancora al capo del governo si trovava Gyurcsány. Il breve periodo di Gordon ha portato tanti disagi ai cittadini, per esempio ha cancellato la tredicesima mensilitá ai lavoratori come l’ha cancellata ai pensionati, ha abbassato dai tre anni ai due anni il sostenimento per il mantenimento dei figli che ogni famiglia poteva usufruire e tanto altro ancora.
E nonostante tutto questo ancora provano a ritornare al „comando”!! Il Governo di Orbán Viktor nel 2010 non a caso ha vinto con i 2/3 e ai socialisti e liberali europei si sono ''alzati il peli sulla schiena”.
Con questa grande vittoria subito il governo di Orbán Viktor é stato attaccato dai socialisti e liberalis ungheresi ed europei e ancora adesso é sotto attacco.Nel 2012 é stata tale la pressione contro Orbán che hanno provato adirittura ad intromettersi nell’economia.
Per esempio l’agenzia di stampa Bloomberg piú volte ha redatto servizi sull’economia ungherese non veritieri creando danni anche alla valutazione del fiorino. Nel tempo queste notizie sono state smentite e l’agenzia Bloomberg ha dovuto chiedere scusa al governo ungherese.Questi avvenimenti alla popolazione ungherese non sono piaciuti e cosí spontaneamente piú di 500.000 persone(bambini,famiglie,anziani e stranieri)sono scesi nelle strade di Budapest appoggiando in maniera tranquilla, pacifica e tangibile Orban Viktor.
La popolazione ungherese in qualsiasi momento se é necesario é pronta a ritornare nelle strade per dimostrare il suo appoggio e non solo nelle strade di Budapest ma in qualsiasi parte dell’Ungheria.
La nuova legge costituzionale ungherese é una buona legge che piú politici stranieri hanno riconosciuto tale solo che bisognerebbe leggerla per sapere esattamente cosa contiene.
Il governo di Orbán Viktor prova sempre a mettersi dalla parte del cittadino, tante cose positive ha portato alle persone. Per esempio alle famiglie numerose esiste il benificio fiscale,ha allungato il periodo per il sostenimento del mantenimento dei figli,sostiene l’incremento delle nascite,sostiene le vacanze ai bambini delle famiglie bisognose,ai pensionati é stata alzata la pensione,sono state abbassate le bollette di luce,acqua,gas,spese per lo spazzacamino,immondizie,fognature, da gennaio 2013 del 10% e ancora si abbasserá del 10% in autunno e il governo lavora ancora per poter abbassare ulteriormente la percentuale, sostiene chi ha chiesto tempo addietro un prestito in valuta straniera e che paurosamente nel tempo si é triplicato,sostiene chi in tragedie ambientali ha perso casa e si potrebbe ancora scrivere a riguardo di quanto aiuto ci sia ancora in Ungheria. Si vede che questo governo Orbán é un governo delle persone e non delle banche. Questo governo in modo duro ha tassato le banche,le multinazionali e per questi avvenimenti il governo di Orbán é attaccato.Ora il debito pubblico si abbassa cosa che non é accaduta al tempo del governo di sinistra.I miliardi di debiti che il vecchio governo della sinistra aveva chiesto alle banche globali adesso il governo Orbán si ritrova ad estinguerlo e cerca di farlo il prima possibile chiudendo ogni rapporto.Il goveno Orbán per ogni decisione importante chiede il parere della popolazione, e verrá dimezzato il numero dei rappresentanti in parlamento.Adesso riprendiamo il discorso su Tavares.Gentile signor Tavares la prossima volta che scrive un documento sull’Ungheria la prego di scrivere la veritá e non cose inventate.Orbán Viktor e tanti altri importanti politici stranieri ritengono che il contenuto del suo documento abbia creato gravi danni all’Ungheria!Orbán Viktor ha chiuso l’incontro a Strasburgo affermando:''Noi ungheresi combatteremo queste persone che vogliono comandare e dirigere tutti!''Non vorrei essere al posto del capo del governo Orbán Viktor perché in giro ci sono tanti nemici mortali (non a caso in questo anno il famoso gruppo Bilderberg ha parlato dell’Ungheria.)Gentili persone italiane,io anche adesso ho provato a mettere in luce la veritá.
Non sono una persona importante o che lavora in politica ma una persona semplice.
Purtroppo socialisti e liberali provano in ogni modo e con qualsiasi mezzo a spargere fango ed a diffondere falsitá attraverso i massmedia (notiziari cartacei e televisivi).Vorrei ringraziare i politici italiani e stranieri che hanno appoggiato ,sostenuto e difeso Orbán Viktor e il suo governo e che hanno votato no per il documento Tavares ed ha appoggiato l’Ungheria.Posso proporre a quelli che parlano male dell’Ungheria di venire nel nostro paese e di conoscere cosa c’é e come funziona la vita quí, volentieri posso aiutarli se occorre.Vi ringrazio come sempre per aver letto il mio articolo e ci sentiremo presto per rispondere ad altri falsi articoli e vi auguro ogni bene per l’Italia.Vi allego un al documento Tavares scritto da un rappresentante del parlamento europeo polacco:'' Spettabile signor Orbán Viktor,le chiedo scusa per quello che é accaduto in aula. Chi ha fondato l’Unione Europea sicuramente oggi si rigira nella tomba.Quello che successo in aula é stata una vendetta contro il suo governo. Signor Orbán lei non é voluto bene dal capitale internazionale,perché lei ha messo la tassazione.La sinistra la odia perché lei ha inserito il cristianesimo nella legge fondamentale.I socialisti la odiano perché lei definitivamente ha condannato il socialismo come una dittatura.Ma lei che viene attaccato non muore …ma solo si rafforza .Le auguro ogni bene e viva l’Ungheria libera."Jacek Olgierd Kurski rappresentante del parlamento europea
Strasburgo,03 luglio 2013''

Kovács Andráscontatti: bundi01@vipmail.hu

lunedì 8 luglio 2013

sabato 15 giugno 2013

Islam: un altro occidente?


Abbandonando l'idea di esotismo che si accosta ogni qualvolta si affronta questo tema, cercheremo di capire quanto la secolarizzazione e quindi la decadenza abbiano colpito il mondo musulmano e quanto le conseguenze di questi processi siano legati al destino di tutto il mondo.

Lasciate a casa sentenze e luoghi comuni. L'Islam è un altro occidente? 

Venerdì 28 Giugno, ne parleremo assieme al Professor Angelo Iacovella (Docente di lingua e letteratura araba). Ore 18.30 Via Madonna del Riposo, 18.

Non mancare!


giovedì 9 maggio 2013

Siria: Padre Daniele scrive a Van Rompuy


Il Krak dei Cavalieri fu la più importante e più nota costruzione militare fortificata dell'Ordine militare dei Cavalieri dell'Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme.


Che cosa dovrebbe fare l’Europa in Siria? Lettera aperta a Herman Van Rompuy
Lettera Aperta a H.Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo 

di Padre Daniel Maes

Eccellenza,
oggi è più che mai difficile ottenere il sostegno dei capi di Stato e di governo. Lei è, per così dire, sulla sedia di Robert Schumann, il padre dell'Europa. (…) politico la cui preoccupazione principale constava nella riconciliazione, nel dialogo, nella cooperazione, nella solidarietà e nella pace dei popoli, con un grande rispetto per l'individualità di ogni nazione, verso la creazione di un'Europa solidale con tutti i paesi e i popoli. Lei sa tutto questo meglio di chiunque altro. In merito a ciò che sta realmente accadendo in Siria, mi permetta di condividere con Lei qualche esperienza personale. Io sono un semplice cittadino, un cittadino europeo che da alcuni anni vive e lavora in Siria. Qui ho pienamente apprezzato l'ospitalità della gente e il suo considerevole patrimonio umano: libertà, pace e soprattutto una profonda e radicata volontà di vivere in pace e sintonia con tutti i diversi gruppi etnici e religiosi per vivere insieme in concordia. A Damasco, Qara e altrove sono stato ospite in molte famiglie, sia musulmane che cristiane. Non ho mai incontrato alcuna differenza in termini di generosità e ospitalità. Nessuna forma di ostilità. Nel frattempo Qara è divenuta oggi un covo di terroristi e uno dei posti più pericolosi in Siria.

Dietro la cosiddetta "Primavera Siriana"
Ho visto nascere su iniziativa dell'Occidente e dei suoi alleati arabi la cosiddetta "rivolta". Come al solito abbiamo camminato attraverso Qara, visitato qua e là malati nelle famiglie, fatto un pò di shopping e poi insieme ad alcuni ragazzi ed al parroco abbiamo pranzato nella ridente città bizantina. Questo dopo la preghiera del Venerdì presso la moschea centrale, insolitamente affollata. Quindi è accaduto che giovani uomini dall'atteggiamento circospetto d'improvviso hanno cominciato ad agitarsi ed a gridare slogan contro il presidente della Siria al fine di scattare foto e filmare video. Il sacerdote ha poi rivelato come negli ultimi tempi tali pratiche siano divenute una buona attività per guadagnare un pò di soldi vendendo le foto e i video realizzati su Al Jazeera. E si sa come Al Jazeera fino ad oggi abbia influito sulla manipolazione dell'informazione occidentale. La realtà è che in Siria non è mai scoppiata alcuna "sollevazione popolare" e non c'è mai stata una "guerra civile" fomentata dalla popolazione.

Il Complotto – Vittime Sacrificali Predestinate da tempo
In realtà il Governo, il popolo e il territorio siriano erano da tempo le vittime sacrificali predestinate nell'ambito di un complotto (cospirazione) preparato e ben pianificato dall'esterno. D'altra parte fortissimi ed occulti interessi spingerebbero le azioni dell'America, Israele, Europa, Turchia, Arabia Saudita e Qatar: il modo in cui essi presentano e trattano il popolo sovrano siriano ed il suo territorio è un crimine contro l'umanità.

La Responsabilità dell'Europa
La responsabilità dell'Europa è evidente ed implica la negazione più radicale di tutti i suoi principi. Probabilmente la Siria dal punto di vista strategico è uno dei luoghi più importanti per i governanti del mondo, nonché una delle poche roccaforti a resistere contro il distruttivo imperialismo occidentale (che – aggiungiamo – ha già fatto piazzapulita in Medioriente ed Africa).

Il Ruolo della Turchia
Il presidente siriano si è sempre dimostrato pronto al dialogo ed all'amicizia verso la vicina Turchia. Nel frattempo, l'Europa ha posto un suo quartier generale militare lì sul confine settentrionale con la Siria, provvedendo ad allestire campi per l'addestramento militare dei terroristi. Infine, la Turchia ha messo le mani su tutte le fabbriche di Aleppo – il cuore economico della Siria – smantellandole, saccheggiandole e distruggendole, dimostrandosi un fedele partner europeo, con tanto di pugnale nascosto dietro le spalle, e proteso a perseguire il suo sogno: ripristinare l'impero ottomano.

Ruolo di Arabia Saudita e Qatar
La Siria è infine l'ultimo baluardo contro l'Islam fondamentalista radicale ed è quindi una spina nel fianco di Arabia Saudita e Qatar: anch'essi buoni amici dell'Occidente, amici ricchi e potenti, nonché i più grandi finanziatori del terrorismo a livello internazionale. Anche se la loro società rappresenta una vergogna per la famiglia umana, essi vogliono creare a tutti i costi uno stato laicale in Siria (cancellando definitivamente – aggiungiamo – la presenza del Cristianesimo) sostituendo all'attuale credo una dittatura islamica radicale. In effetti essi stanno facendo il "lavoro sporco" nell'interesse degli amici occidentali, che un domani (a lavoro finito) potranno mettere le mani sulle risorse energetiche del Paese e quindi stabilizzare nella regione il proprio potere.

L'Asse del Male e la Nuova Norimberga
I cittadini siriani saranno spazzati via, il Paese – come accaduto già in tanti altri paesi – sarà lasciato in balia di queste forze esterne e della fazione collusa con le forze occidentali (e con l'integralismo islamico) auto-proclamatasi col curioso appellativo di "Amici della Siria". Fazione che a sua volta avrà la sua parte della ricchezza ergendosi contro le altre potenze regionali. Ma una volta cadute tutte queste maschere, quanto accaduto sarà probabilmente ricordato attraverso una nuova Norimberga. Ciò dimostrerà il fatto che il famoso "asse del male" in realtà non riguardava affatto Damasco, ma bensì Washington, New York, Bruxelles e Londra.

Il Ruolo dei Cristiani nella rinascita della Siria
Come cristiano, io appartengo al gruppo più imparziale in Siria: i cristiani nella storia della Siria hanno avuto un ruolo importante nel Rinascimento arabo, fornendo tra l'altro il loro contributo particolare alla cultura araba. Ma i cristiani non hanno mai avuto alcuna ambizione nel diventare un gruppo di potere, supportano tutte le riforme in maniera assolutamente equilibrata e non partigiana. I cristiani sono il gruppo più povero, ma restano testimoni della loro fede in Gesù Cristo e del Regno di Dio sulla terra. Quindi, finora, in tale prospettiva, abbiamo operato al fine di aiutare le famiglie bisognose di tutte le etnie e religioni, ricevendo nel contempo aiuto e sostegno da loro. Vuole davvero sapere cosa sta accadendo in Siria? Ascolti allora le grida ripetute dei nostri patriarchi: i testimoni più attendibili e imparziali.

venerdì 5 aprile 2013

“Nessun golpe, l’Ungheria vuole solo tutelare le sue tradizioni”. Intervista a Claudia Leporatti



Ilfarosulmondo.it

“Golpe bianco” è il termine comodo, di pronto uso, a cui parte della stampa nostrana fa ricorso per etichettare le politiche di Viktor Orbán, primo ministro conservatore dell’Ungheria. In nome di non meglio precisati “valori europei”, si mette così al bando il tentativo di tutelare l’interesse nazionale sopra a ogni prescrizione o ingerenza provenienti da Bruxelles e da Wall Street.
Le semplificazioni dovute all’ostracismo dei media però possono distorcere la realtà dei fatti, fornendo all’opinione pubblica un’immagine del Paese magiaro e del suo Governo caricaturale, pertanto inaccettabile.
È per questo, per ricavare un’opinione competente e non viziata dal pregiudizio, che abbiamo contattato Claudia Leporatti, una nostra connazionale che vive e lavora a Budapest, dove si occupa di comunicazione aziendale e della testata italiana Economia.hu, dedicata all’economia ungherese.
Gran parte dei mezzi d’informazione occidentali annunciano con toni allarmistici le modifiche costituzionali operate dal Governo ungherese, arrivando persino a parlare di “golpe bianco”. La situazione, analizzata dall’interno, è davvero così aderente a certe rappresentazioni mediatiche?
Quello che mi stupisce è lo stupore, il “gridare” al colpo di Stato. Mi pare che Orbán sia stato molto chiaro fin dall’inizio del suo mandato, nel 2010, su quali fossero le sue intenzioni. Una nuova Costituzione, un potere forte, la protezione delle tradizioni e degli interessi locali. Quello che ha ottenuto la maggioranza dei due terzi dei seggi alle politiche di tre anni fa è un esecutivo conservatore e protezionista, che quando decide di effettuare una modifica la fa, a costo di doverla far accettare come misura transitoria per poi introdurla modificando la Carta Fondamentale. Questo è di fatto quello che è successo con questo quarto emendamento alla Costituzione entrata in vigore nel 2012.
Soprattutto, in nome del pluralismo dell’informazione, viene messa all’indice la legge sui media. Chi meglio di te, che svolgi la professione di giornalista in Ungheria, può dirci se realmente questa legge costituisce un “bavaglio di regime” nei confronti della stampa…
Posto che l’attenzione sulla tutela della libertà di stampa è molto importante e deve essere tenuta alta, noto che la critica e la satira su Orbán sono pubblicate senza ostacoli. Nelle edicole e nei manifesti di Budapest si vedono vignette di tutti i tipi, molte delle quali ridicolizzano i membri del Governo, non credo che i vignettisti, i comici e nemmeno i giornalisti debbano emigrare. Mi è successo di scrivere articoli contro alcune scelte di Orbán e non ho ricevuto nessun tipo di contestazione, eppure so per certo che quello che scrivo viene letto dal Governo, che ha del personale dedicato e poliglotta.
Ma del resto anche in Italia si parlava di mancanza di libertà sotto Berlusconi, nonostante ci siano stimati giornalisti che vivono della critica contro l’ex premier. Ribadisco comunque, da giornalista e amante della scrittura, che mi rallegro di vedere monitorata la libertà di espressione. Ci sono d’altronde delle disposizioni nella tanto contestata legge sui media che danno ragione dei timori europei: mi sembra assurdo che a una radio, ad esempio, sia imposta una certa percentuale di musica magiara. E se un canale volesse dedicarsi al rock americano? Dove sarebbe il problema?
Eppure anche in Francia, sin dal 1994, senza che ciò abbia mai provocato alcun “timore europeo”, esiste una legge che richiama le emittenti a un obbligo simile, per tutelare la musica nazionale…
Interessante, comunque, non avevo idea che ci fossero assurdità simili anche in altri Paesi!
Secondo la tua percezione, la società civile ungherese come sta vivendo l’ostracismo che i media europei esprimono nei confronti del Governo Orbán? Il consenso nei suoi confronti è calato? Cosa prevedi per le elezioni del prossimo anno?
Orbán è stato eletto con una vasta maggioranza e stando ai sondaggi può dormire sonni tranquilli. Con mosse relativamente semplici come abbassare le tariffe delle bollette, inoltre, ottiene rilevanti picchi di consenso. Ci sono comunque anche degli strenui oppositori e centinaia di delusi, che lo hanno votato e non ripeteranno la stessa scelta. La vittoria è altamente probabile, secondo molti quasi certa e in effetti è difficile pensare che questo Governo abbia passato certe leggi che ne amplificano il potere se nutrisse il dubbio di poter essere sconfitto nel 2014.
Il più accreditato sfidante di Orbán, Gordon Bajnai, è un politico apprezzato dai mercati, rappresentante della cosiddetta “tecnocrazia”. Credi che questo possa penalizzarlo? Com’è vista la Troika in Ungheria?
Bajnai, già primo ministro tra il 2009 e il 2010 alla guida del Governo tecnico instaurato dopo le dimissioni di Ferenc Gyurcsány, è un economista giovane e competente e personalmente penso che sia una figura molto positiva, che ha le cartucce per organizzare un “restauro” di un’opposizione al momento troppo frammentata per costruire un solido consenso. Quello che penso lo penalizzi sia il fatto di non essere un politico e di avere alle spalle una squadra di validi esperti che come lui non sono però dei politici.
Sinceramente non ho rilevato un’opinione comune degli ungheresi verso la Troika, che nel 2008 ha salvato il Paese nel momento più acuto della crisi economica. Posso dire che non penso che sia questo legame a mettere i bastoni tra le ruote a Bajnai. Bisognerà semmai vedere se il futuro candidato saprà venire a patti con il resto dell’opposizione e creare una coalizione in grado di offrire un’alternativa concreta e in grado di governare. Il tempo non è molto, ma mi risulta che il nuovo partito “Insieme per il 2014” si stia dando da fare per farsi conoscere, anche nei centri minori.
È notizia di questi giorni la nazionalizzazione della compravendita di gas in Ungheria. Questa operazione rivela la volontà, più volte espressa pubblicamente da Viktor Orbán, di rafforzare i legami con il colosso del gas, Gazprom, e dunque con la Russia. In ragione dei problemi tra Ungheria e Unione europea, pensi che un’apertura ad est possa rappresentare un viatico proficuo per il Paese magiaro?


di Federico Cenci


Non posso prevedere se sarà o meno proficuo, posso dire con certezza che è questa la linea scelta dal Governo di Orbán, confermata in più occasioni e da diversi esponenti dell’esecutivo. Russia, ma anche Cina, Caucaso e Paesi arabi. Stati dove l’Ungheria si sta inserendo aprendo le sue “trading house” e con cui intende attuare le esportazioni, puntando sul suo manifatturiero.

Europa dei popoli o delle banche? 12 Aprile ore 18